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Dolomiti Friulane · 1730 m · Pian di Bozzia

RIFUGIO MANIAGO

Qui la montagna è ancora selvatica.

Un rifugio ai piedi del Duranno, raggiungibile solo a piedi

Ti aspettiamo lassù.

Apertura

Da giugno a ottobre

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+39 379 3376134

Scrivici

rifugiomaniago@gmail.com

IL RIFUGIO

Un rifugio vero, senza scorciatoie.

Niente strada, niente corrente elettrica dalla rete, niente comfort superflui.
Il Rifugio Maniago si raggiunge a piedi, si vive a piedi, e lo si lascia — si spera — con qualcosa in più di quello che si aveva all’andata.
La nuova gestione è a cura di Valeria e Federico, è un luogo dove la montagna non è uno sfondo, ma il motivo per cui si è qui.

Vivi il rifugio

Mangiare, dormire, camminare.

Cucina di rifugio

Piatti semplici, ingredienti scelti, produttori veri. Una cucina prevalentemente vegetariana radicata nella tradizione e nella fattibilità — con qualche sorpresa.

Notti in quota

Due camerate, venti posti, un cielo che vale la sveglia presto. Dormire in rifugio è un'esperienza a sé — essenziale, silenziosa, difficile da dimenticare.

120 km di sentieri

La Val Zemola è un sistema di percorsi per tutti i livelli: dai sentieri segnati alle vie alpinistiche, dai sentieri attrezzati alle traversate. Il rifugio è il punto di partenza naturale per esplorare questo angolo delle Dolomiti Friulane.

Il territorio

Dolomiti Friulane, Val Zemola, Monte Duranno.

Il Rifugio Maniago si trova a 1730 metri di quota, in località Pian di Bozzia, nel comune di Erto e Casso, all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Ai piedi del Monte Duranno, nel cuore dell’Oltrepiave — uno dei territori alpini più integri e riservati del Friuli Venezia Giulia. Oltre 120 chilometri di sentieri si sviluppano intorno al rifugio, tra boschi di larici e faggi, pascoli alti e pareti dolomitiche.

La Val Zemola è una valle tranquilla, che preserva ambienti selvaggi: una grande presenza di ungulati, mammiferi, uccelli, insetti, e specie arboree e floreali anche rare. È una valle con una storia importante per Erto e per l’Oltrepiave, che fino agli anni Novanta ha ospitato un’attività di cava, oggi dismessa: uno dei tre rifugi della valle, Cava Buscada, sorge proprio nei pressi della vecchia cava, dove è stato realizzato un bellissimo recupero della loggia dei cavatori.

Casera Mela, punto di partenza dei sentieri, è anche un punto di accoglienza e ristoro. I tre rifugi della valle, pur molto diversi tra loro per offerta e carattere, offrono tutti ristoro e pernottamento, rendendo la valle accessibile senza renderla iper turistica: nessun glamping, nessuna pretesa di lusso, nessun grande evento.

La valle è bella in tutte le stagioni, ma è segnata dall’isolamento invernale: la strada di accesso da Erto viene chiusa da novembre alla primavera, rendendo la Val Zemola un ambiente isolato e selvaggio per molti mesi l’anno, in cui l’impatto antropico è minimo. In estate è importante la presenza della pastorizia nomade, con greggi di pecore che stazionano ogni anno presso Cava Buscada.

Selvaggi e riservati a escursionisti esperti sono i passaggi verso la Val Montina, le Cime dei Preti (attenzione: ad oggi, estate 2026, il sentiero risulta chiuso), le Cime Centenere, la Busa dei Vediei e la Lodina. Importante è anche la Via dei Cacciatori Ertani e la via normale del Duranno, che ogni anno attira molti alpinisti per il facile accesso a Forcella Duranno — ma che per la sua natura selvaggia non va assolutamente sottovalutata, nonostante il grado alpinistico modesto: mette alla prova ogni anno alpinisti friulani, veneti e di altre regioni.

Come arrivare

A piedi. Da Casera Mela.

Sentiero CAI 374 — il percorso diretto

Il più rapido e frequentato.
Su buon sentiero e poi mulattiera tra larici e faggi, dislivello regolare.

Tempo stimato: 1h 30 min / 2 h

Sentiero CAI 381 — il panoramico


Il percorso più panoramico, ideale per un anello in combinazione con il CAI 374. Passa per il Rifugio Buscada — ottima scusa per una sosta dai vicini Roberta e Gianpietro.

Tempo stimato: variabile secondo combinazione.

Sentiero CAI 908 — il selvaggio


Il più lungo e solitario.
Si distacca dal CAI 374 seguendo le indicazioni per Casera Galvana. Per chi vuole davvero perdersi — nel senso migliore.

Tempo stimato: 3h 30 min.